25 aprile

Nonostante la mia non certo originale tendenza a cancellare continuamente ciò che non mi corrisponde più, mi accorgo di avere molte cartelle sul PC, appunti, pagine, liste, titoli e capitoli. Situazione cugina alle scatole superstiti di lettere diari quaderni fittamente scritti o solo iniziati.

Il maestro della prima scuola di scrittura che ho frequentato (ma mai finito), passava lungo tempo a metterci in guardia dal rischio della ricerca della prima pagina perfetta.

La storia cammina, 23 anni dopo mi trovo di nuovo a scuola, a lavorare sulla prefazione del sentiero dei nidi di ragno; Calvino incita a lasciare le pagine a maturare.

Non so se sia per un’associazione di pensiero o per il tema delle letture di questo periodo, ho riesumato la pagina scritta sul 25 aprile.

Ormai non ha senso modificarla, credo sia stagionata troppo, ma aggiungerla a questo disordinato diario sì.

Le parole sono più che sintetiche, per fortuna le foto di ArtistaMarito non hanno bisogno di essere accompagnate da verbosità.

 

 

 

25 aprile, 74° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

Il 24 aprile sera ho preso da Santa Margherita il treno per Milano: il lavoro è una forma di resistenza.

Claudio, zia Francy, DavideDiegoMarco nello stesso momento partivano in macchina per andare sopra Genova, in Alta Val Trebbia, per la precisione a Casa del Romano. Sono stati poi raggiunti da zio Paolo ed alcuni suoi amici, ovvero Anita e Merluzzo (ed i loro genitori, ma Davide non ricordava i nomi; gli adulti, si sa, passano in secondo piano J

Nell’omonimo Albergo Ristorante noi tre avevamo già dormito, la scorsa estate. Una giornata di pioggia anche quella, visita all’Osservatorio Astronomico Regionale e passeggiata nella nebbia bagnata, ma senza aver fatto troppa strada.

Il 25 aprile invece, i miei Eroi, sono arrivati al Rifugio dell’Antola, cantando Bella Ciao e parlando di Guido Rossa. Il gruppo non era particolarmente folto, ma non credo per questo poco significativo.

Claudio da tempo parlava di questa gita, Davide la attendeva con interesse.

Camminiamo tenacemente in avanti, portando il passato in spalla.

25 aprile, 3 anni fa. Un giro dell’isolato in carrozzina per portare fuori Lexa, appena arrivata a casa, regalo degli zii. Eva l’aveva scelta in allevamento alcuni giorni prima, quando uscite dalla chemioterapia per distrarla (per distrarci?) io e la tata ci eravamo imbarcate in un’avventura sotto la pioggia a senza soldi (ci avevano rubato i portafogli, in oncologia pediatrica…)

Eva stava male ma noi non ci credevamo.
Non ricordo si lamentasse, sembra retorica ma un coraggio così maturo e determinato non l’ho mai più incontrato.
Era stanca, volevamo credere fosse una fase. Forse anche la morte è solo una fase.

2 pensieri riguardo “25 aprile”

    1. Cara Valentina,

      Di quelle ore, di quei giorni, l’angoscia non è il ricordo più vivo che ho, è molto più potente quello di Eva, del suo amore, della sua grazia, della sua forza, di tutto ciò che è stata e per sempre sarà.

      L’angoscia è arrivata l’istante dopo, e so essere una tagliola che non lascerà mai la presa.

      Grazie per essere stata con noi col cuore

      "Mi piace"

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