Monte Tamaro

Martedì 8.09.2017
Il tema della memoria è l’indice che scegli sul nostro limitato mappamondo dove andare, in questo periodo.

A maggio dello scorso anno noi 4 e zioGigi eravamo stati sul monte Tamaro per una gita in giornata.

(Visto che zia non ricordava Luigi fosse in Italia a maggio 2016, lui ci ha subito inoltrato la prova/frigorifero… e che sia proprio il suo frigorifero lo assicura l’arte inconfondibile della sua figlioccia).
Ricordo le risate dei bambini, Davide col Padrino ed Eva col padre, sulla sciovia. 

Ricordo il laghetto, i giochi di legno e le loro arrampicate (a volte camminare in verticale anche per eva era più facile che in orizzontale).

Quel giorno ero ancora convinta fossimo ormai fuori dalla zona più pericolosa. Un mese dopo Eva sarebbe rientrata in ospedale per iniziare la radio e rimettere la tracheo.

I ricordi di quelle ultime settimane di ostinata incoscienza si accavallano. Eva era stanca. La tosse, la bronchite, l’asilo, e chi più ne aveva più ne inventata. Ed io non riuscivo a pulire lo sguardo.
Che i miei ricordi siano una palude confusa mi è noto da sempre, ma oggi non potevo credere all’abbaglio.
Claudio non è venuto con noi perché lavorava. Il gruppo impavidi (fra il freddo e la pioggia quasi invernale siamo stati davvero impavidi) era composto da ziaRita, ziaPaola, Davide, Lexa e me.
Abbiamo fatto una passeggiata verso la capanna Tamaro; Davide e Madrina hanno fatto mooolti giri in sciovia ed una gara con la fionda tornado sassi oltre la sponda del laghetto; 

ed abbiamo visitato la cappella degli Angeli.

Per tutta la giornata sono stata convinta che il non aver fatto nulla del genere la volta precedente fosse dovuto alla necessità di stare vicino al rifugio, per la precisione in riva al laghetto, con eva, che ricordo stravolta.

A cena ne ho parlato col Claudio. “Ma cosa dici? Io ed Eva eravamo arrivati al cubo sospeso, Eva faceva finta di sollevarlo!”. Parole quasi gridate, giustamente indignate.

Quella stanca quel giorno ero solo io.


Mi fermo qui, per evitare di rimestare nelle estrapolazioni sulla mia non attenzione che potrei fare.


Voglio godermi il nuovo, corretto, ricordo, ed accostarlo a quello della giornata odierna, intensa e bellissima. Grazie Cucciolod’orso, grazie zie.

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